In tutta Europa, le aziende HealthTech sviluppano strumenti pensati per migliorare l’assistenza ai pazienti, ridurre la pressione sui professionisti sanitari e aiutare i servizi sanitari a utilizzare in modo più efficace risorse limitate. Tuttavia, secondo un articolo di opinione pubblicato da EU-Startups, introdurre una tecnologia in un ospedale per un progetto pilota non garantisce che diventi parte dell’assistenza ordinaria.

L’articolo afferma che questa difficoltà è particolarmente nota alle aziende che collaborano con grandi organizzazioni sanitarie pubbliche, come il National Health Service del Regno Unito e l’Health Service Executive irlandese. Le dimensioni di queste organizzazioni e le loro responsabilità in materia di sicurezza dei pazienti e spesa pubblica possono renderle caute nell’adottare nuove tecnologie.

I progetti pilota possono aiutare i professionisti sanitari a valutare le prestazioni di un prodotto nella pratica e le modifiche necessarie prima di un suo utilizzo più ampio. Tuttavia, sostiene l’articolo, le questioni relative ai budget, alle responsabilità di implementazione, alla compatibilità con i sistemi esistenti, alla formazione e al supporto continuativo vengono spesso affrontate troppo tardi, impedendo così alle sperimentazioni riuscite di proseguire.

Anche il sostegno di un professionista sanitario entusiasta potrebbe non essere sufficiente. Altri reparti e portatori di interesse potrebbero non condividere le stesse priorità, rendendo difficile ottenere il sostegno dell’intera organizzazione necessario per adottare uno strumento oltre il team che lo ha sperimentato.

Gli appalti rappresentano un altro ostacolo. Gli acquirenti del settore sanitario pubblico devono avere la certezza che i fornitori siano finanziariamente solidi e rispettino i requisiti clinici, tecnici e normativi. L’articolo afferma che ciò può svantaggiare le aziende giovani, che non hanno ancora maturato una comprovata esperienza, anche quando i loro prodotti hanno dato risultati promettenti. Si crea così un circolo vizioso: le startup hanno bisogno di contratti per acquisire esperienza, ma devono avere esperienza per aggiudicarsi i contratti. Inoltre, concentrarsi sul prezzo immediato può rendere più difficile approvare tecnologie più costose.

L’articolo avverte che un’eccessiva cautela può avere conseguenze per i pazienti, i professionisti sanitari e le finanze pubbliche, oltre che per le imprese europee del settore HealthTech. Percorsi incerti dal progetto pilota all’acquisto possono rendere più difficile per le startup pianificare la crescita e attrarre investimenti, e potrebbero spingerne alcune a cercare mercati in cui le decisioni di acquisto siano più lineari.

Per rendere più realistica un’adozione su più ampia scala, l’articolo raccomanda di coinvolgere fin dall’inizio i team degli appalti, delle finanze, dell’informatica, delle attività operative e del supporto. I progetti pilota dovrebbero definire in anticipo che cosa si intende per successo, quali risultati saranno misurati e quali prove giustificherebbero un’implementazione su vasta scala. La pianificazione dovrebbe inoltre tenere conto della formazione, dell’integrazione dei sistemi, dei costi di supporto e delle modifiche ai flussi di lavoro esistenti.

L’articolo chiede inoltre che i criteri di appalto valutino rischi, costi e benefici a lungo termine, con requisiti probatori proporzionati al contratto e alle conseguenze di un eventuale insuccesso. Aggiunge che le organizzazioni sanitarie dovrebbero condividere gli insegnamenti ricavati sia dai progetti pilota riusciti sia da quelli falliti, per aiutare altri team a evitare di duplicare il lavoro.

L’articolo osserva che l’NHS ha pubblicato linee guida sull’innovazione per aiutare gli innovatori a orientarsi nei percorsi verso un utilizzo più ampio. Quest’anno l’HSE irlandese ha introdotto il proprio Framework for Health Innovation, con l’obiettivo dichiarato di creare un percorso più coerente dalle idee e dai progetti pilota locali a un impatto duraturo in tutto il sistema sanitario.

Fonti: EU-Startups.