La Corea del Sud sta cercando di rafforzare la propria posizione nella tecnologia globale espandendo l’attività delle startup oltre Seoul. Il Ministero delle PMI e delle Startup ha nominato Daejeon, Gwangju, Ulsan e Daegu le prime Startup Cities del Paese, ciascuna con un focus e un modello di sviluppo distinti.

L’iniziativa è stata messa in evidenza durante la 2026 Startup Korea Investment Week, che ha messo in contatto le startup sudcoreane con investitori nazionali e internazionali. Essa riflette uno sforzo più ampio per utilizzare la solida base industriale del Paese, le università e le infrastrutture pubbliche al fine di creare imprese capaci di competere sui mercati internazionali.

Daejeon è al centro dell’ecosistema deeptech del Paese. La città ospita uno dei 17 Centri per l’economia creativa e l’innovazione della Corea del Sud, che offrono formazione sulla raccolta di fondi, accesso al venture capital, presentazioni a imprese e agevolazioni fiscali. I centri sono sostenuti dai governi locali e nazionali e collegati ai grandi conglomerati.

La città ospita inoltre KAIST, una delle principali università sudcoreane di scienza e tecnologia. Dal cambiamento della propria legge istitutiva nel 2022, KAIST ha incluso il sostegno alle startup nella propria missione ufficiale. Oggi l’università produce più di 100 startup all’anno, mentre gli studenti possono prendersi un periodo di congedo prolungato per avviare un’impresa e tornare in seguito agli studi.

L’ecosistema di Daejeon beneficia di una solida base di ricerca: circa il 70% dei brevetti coreani viene registrato lì. Tuttavia, la città deve ancora affrontare una grande difficoltà in materia di finanziamenti. Circa l’80% del denaro investito in Corea del Sud è concentrato a Seoul, spingendo le imprese a trasferirsi nella capitale quando crescono.

Ulsan sta adottando un approccio diverso, collegando direttamente le startup ai suoi giganti industriali. La città sudorientale ospita aziende tra cui Hyundai Motors, HD Hyundai Heavy Industries e SK, oltre a importanti attività di cantieristica navale, automobilistiche e petrolchimiche.

Il suo centro per l’innovazione aiuta le startup a collaborare con imprese consolidate che fungono da banchi di prova, clienti e potenziali mercati. Il centro gestisce un programma di innovazione aperta incentrato sulla cantieristica navale con HD Hyundai, Samsung Heavy Industries e Hanwha Ocean. Le startup del settore navale hanno raccolto oltre 100 miliardi di won sudcoreani dalla creazione del centro, mentre le attuali priorità aziendali includono la robotica e l’intelligenza artificiale.

Un esempio è Diden Robotics, il cui robot quadrupede può arrampicarsi sulle pareti delle navi e svolgere attività come saldatura, verniciatura e molatura. Ulsan sta inoltre testando navi ibride progettate per diventare completamente autonome, mentre le aziende cercano soluzioni alla carenza di manodopera e modi per migliorare l’efficienza industriale.

Daegu si sta concentrando sulla tecnologia medica. La città combina ospedali, dati sanitari elettronici e strutture sostenute dallo Stato per aiutare le startup a sviluppare e testare nuovi prodotti. Il suo Daegu-Gyeongbuk Advanced Medical Industry Complex comprende centri per lo sviluppo di farmaci, dispositivi medici e ricerca preclinica.

Il complesso mira a rendere i test più rapidi e meno costosi riunendo medici, ingegneri dell’IA e fondatori in strutture condivise. Offre inoltre alle aziende farmaceutiche e agli investitori un modo per individuare l’innovazione medica al di fuori di Seoul.

Gwangju, nel frattempo, sta costruendo il proprio ecosistema attorno all’intelligenza artificiale. Il National AI Data Centre fornisce a imprese e università selezionate potenza di calcolo, archiviazione e spazi di lavoro, compreso l’accesso a chip Nvidia avanzati. L’infrastruttura è progettata per ridurre il costo dell’addestramento e del funzionamento dei modelli di IA per le aziende nelle prime fasi.

Il centro è gestito dalla Artificial Intelligence Industry Cluster Agency, con il sostegno dei governi centrale e cittadino. L’agenzia afferma che le aziende da essa sostenute hanno raccolto 56,3 miliardi di won sudcoreani e gestisce inoltre un fondo di investimento per le imprese locali di IA.

Nelle quattro città, la strategia si basa sulla combinazione di investimenti pubblici con università, grandi aziende e infrastrutture specializzate. Le imprese consolidate della Corea del Sud possono offrire finanziamenti, tutoraggio, ambienti di test e potenziali clienti, mentre gli hub regionali forniscono costi più bassi e accesso alla ricerca e alle competenze industriali.

Le dimensioni relativamente ridotte del mercato interno del Paese rendono essenziale l’espansione internazionale. I leader delle startup e i funzionari riconoscono che incontrare investitori o potenziali clienti stranieri non è sufficiente di per sé. Relazioni durature, capitali internazionali e un coinvolgimento continuo determineranno se questi ecosistemi regionali riusciranno a raggiungere una rilevanza globale duratura.

Fonti: Sifted.