La Corte federale di giustizia tedesca ha confermato la pena detentiva inflitta a Günter G., ex amministratore delegato delle società di fondi appartenenti al gruppo Sheridan con sede in Lussemburgo. Il Primo Senato penale della Corte ha respinto il suo ricorso in quanto infondato, ponendo così definitivamente fine al procedimento, secondo quanto riferito dalla Corte. Il caso è registrato con il numero di ruolo 1 StR 305/26.
Insieme ad altri partecipanti, G. costituì dei sottofondi, le cui quote furono vendute a investitori privati facoltosi da un complice. Trasferì quindi il denaro raccolto a una società maltese o irlandese nell’ambito della cosiddetta struttura Malta o Irlanda. Il capitale fu inoltre messo a disposizione di diversi fondi pensione statunitensi.
Nel 2011, i partecipanti utilizzarono i fondi per effettuare operazioni a pronti e a termine riguardanti azioni tedesche in prossimità delle date di stacco dei dividendi. Le operazioni seguivano il modello Cum-Ex, nel quale le azioni venivano negoziate con e senza diritto al dividendo, portando presumibilmente le autorità fiscali a rimborsare un’imposta sulle plusvalenze che non era stata versata.
Le entità presentate come venditori allo scoperto — presunti fondi pensione statunitensi — presentarono all’Ufficio tributario federale centrale tedesco richieste di rimborso dell’imposta sulle plusvalenze e del contributo di solidarietà per un totale superiore a 460 milioni di euro. Le loro richieste si basavano su convenzioni contro la doppia imposizione e comprendevano certificati fiscali errati.
Fonti: Handelsblatt.