Gli elettori californiani dovranno decidere se approvare la Proposition 40, una tassa una tantum del 5% sul patrimonio netto di circa 250 miliardari residenti nello Stato. I sostenitori descrivono la misura come un modo per ridurre le disuguaglianze e generare finanziamenti consistenti per i servizi sanitari colpiti dai tagli federali.
George Zimmer, multimilionario californiano e fondatore di Generation Tux, sostiene che i residenti facoltosi abbiano pochi motivi per opporsi alla proposta. A suo avviso, un pagamento del 5% non modificherebbe sostanzialmente la vita delle persone ben al di sotto della soglia del miliardo di dollari, rendendo difficile giustificare la resistenza da parte di chi dispone di risorse molto maggiori.
Gli organizzatori stimano che la Proposition 40 potrebbe raccogliere circa 100 miliardi di dollari. La maggior parte di questo denaro sarebbe destinata alla sanità, compresi gli interventi volti a compensare le riduzioni federali legate alla legge fiscale del 2025. Sei economisti insigniti del premio Nobel hanno affermato che la misura potrebbe incoraggiare l’introduzione di imposte analoghe sulle persone estremamente ricche in altri Stati e, in seguito, a livello federale e internazionale.
L’argomento principale degli oppositori è che i miliardari si trasferirebbero in Stati con imposte più basse, indebolendo la base fiscale della California e danneggiando la sua reputazione di centro dell’innovazione. Zimmer contesta questa previsione, citando studi che, a suo dire, non hanno rilevato prove di una partenza in massa delle persone facoltose dopo gli aumenti delle tasse.
Indica il Massachusetts e lo Stato di Washington, dove il numero di milionari è aumentato dopo l’introduzione, nel 2022, di imposte più elevate sui contribuenti con i redditi maggiori. Uno studio del 2023 ha inoltre rilevato che la California aveva il secondo più basso tasso di emigrazione tra le famiglie con redditi superiori a 200.000 dollari dal 2011, nonostante i suoi livelli fiscali relativamente elevati.
Secondo Zimmer, i miliardari intenzionati a evitare la tassa proposta avrebbero dovuto lasciare la California entro il 1º gennaio 2026, ma a quella data lo avevano fatto soltanto in sei. Afferma inoltre che la ricchezza dei miliardari californiani è cresciuta in media del 15% all’anno tra il 2019 e il 2025, mentre i loro versamenti dell’imposta statale sul reddito rappresentavano appena lo 0,26% di tale ricchezza.
Sostiene che, anche se tutti i miliardari dello Stato se ne andassero, le imposte perse impiegherebbero 25 anni, secondo la legge californiana vigente, per superare i 100 miliardi di dollari stimati che la Proposition 40 genererebbe.
Zimmer respinge anche l’idea che la proposta comprometterebbe l’innovazione. Sostiene che una tassa una tantum non scoraggerebbe gli imprenditori dal perseguire opportunità nei principali poli economici già affermati. Cita i dati sul capitale di rischio, secondo i quali la California ha ricevuto almeno l’80% dei nuovi finanziamenti di venture capital nel 2026, nel pieno del dibattito sulla misura.
Per i sostenitori, la Proposition 40 renderebbe il sistema fiscale californiano più progressivo, limiterebbe l’influenza dei residenti più ricchi dello Stato e fornirebbe fondi destinati a evitare la chiusura degli ospedali, la perdita di copertura sanitaria e i tagli ai posti di lavoro nel settore sanitario.
Fonti: The Guardian Business.