Le elezioni di metà mandato del 3 novembre hanno reso la resistenza all’espansione dei centri dati una questione politica più rilevante: in diversi stati hanno vinto candidati contrari alla rapida costruzione di queste strutture. Il nuovo controllo del Congresso da parte dei Democratici potrebbe inoltre rafforzare gli sforzi per regolamentare i luoghi in cui vengono costruite le strutture e il modo in cui i loro costi incidono sulle comunità vicine, anche se i Repubblicani manterranno la Casa Bianca.
Un exit poll di NBC ha rilevato che oltre la metà degli intervistati ritiene che l’intelligenza artificiale causerà più danni che benefici, mentre quasi l’80% è contrario alla presenza di un centro dati nel proprio quartiere. Quasi il 60% ha affermato che i centri dati hanno rappresentato un fattore importante o determinante nella scelta di voto. Nadine Smith, presidente e CEO di Color of Change, ha descritto le elezioni come un referendum su «a vantaggio di chi è costruita questa economia», richiamando preoccupazioni come l’inquinamento prodotto dalle turbine a gas che alimentano la struttura di xAI a Memphis.
La protesta si è manifestata in Ohio, dove OpenAI ha preso in considerazione un progetto da 500 miliardi di dollari per un centro dati, con oltre 100 miliardi di finanziamenti da Nvidia. Una contea in cui Meta aveva pianificato una struttura di 700.000 piedi quadrati ha approvato il divieto dei centri dati, mentre le comunità locali di tutto lo stato hanno votato a stragrande maggioranza contro le misure a sostegno dell’espansione. Hanno inoltre conquistato seggi candidati contrari alla rapida crescita del settore in Texas, Maine, Michigan, Nevada, Georgia e Carolina del Sud.
Gli analisti citati nel rapporto prevedono che i risultati potrebbero portare a sospensioni dei lavori e all’obbligo per i gestori dei centri dati di sostenere i costi degli aggiornamenti della rete elettrica, invece di trasferirli alle comunità locali. Goldman Sachs prevede che i progressi dei Democratici potrebbero ritardare i progetti in Georgia e Texas. In Ohio, gli analisti di Morgan Stanley hanno indicato la governatrice eletta Amy Acton come un potenziale rischio per lo sviluppo dei centri dati.
Il controllo del Congresso da parte dei Democratici potrebbe migliorare le prospettive di una proposta di legge presentata all’inizio di quest’anno dal senatore Bernie Sanders e dalla deputata Alexandria Ocasio-Cortez. La proposta sospenderebbe a livello nazionale la costruzione di nuovi centri dati finché il Congresso non introdurrà garanzie sui costi dell’elettricità, sull’impatto ambientale e sull’approvazione delle comunità. La misura potrebbe comunque essere soggetta al veto presidenziale. Un altro disegno di legge, il GRID Savings Act, proposto dal senatore del New Mexico Martin Heinrich, impedirebbe che i costi delle infrastrutture di rete legati ai grandi progetti di centri dati per l’intelligenza artificiale siano trasferiti alle comunità.
Anche le norme ambientali, i diritti sui terreni e la pianificazione locale influiranno probabilmente sul dibattito. Maia Woluchem, direttrice dei programmi dell’organizzazione non profit Data & Society, ha affermato che le iniziative statali e locali potrebbero proseguire a prescindere dalle politiche federali. Per esempio, Gina Hinojosa, governatrice eletta del Texas, sostiene una moratoria a livello statale. Sia Hinojosa sia il governatore Greg Abbott hanno chiesto l’introduzione di alcuni limiti, anche se l’opposizione ai centri dati è stata un elemento centrale della campagna di Hinojosa.
Secondo Smith, una sospensione nazionale resta controversa anche tra i Democratici, che temono possa rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e indebolire la sicurezza nazionale. Si aspetta inoltre che le lobby tecnologiche facciano pressione sui legislatori man mano che il dibattito avanza.
L’opposizione riflette preoccupazioni più ampie sull’intelligenza artificiale e sull’influenza delle aziende, oltre a quelle relative alle strutture stesse. I residenti hanno sollevato dubbi sull’inquinamento, sulle bollette dell’elettricità e sull’effettiva possibilità per le comunità di far sentire la propria voce nei progetti. Il rapporto indica tra i fattori che hanno alimentato la frustrazione dell’opinione pubblica le norme urbanistiche obsolete e gli accordi di riservatezza imposti ad alcuni funzionari locali. Le aziende citano posti di lavoro e programmi a sostegno delle comunità, ma molti residenti temono che i benefici andranno a un ristretto numero di imprese facoltose, mentre i costi locali aumenteranno.
Fonti: TechCrunch.
