La reputazione di lunga data dei Paesi Bassi come centro europeo per l’innovazione agricola e alimentare è sottoposta a una pressione crescente, secondo un nuovo rapporto dell’istituto nazionale di investimento Invest-NL. Lo studio avverte che altri Paesi stanno procedendo più rapidamente nella commercializzazione delle tecnologie agricole emergenti, mettendo a rischio la posizione competitiva olandese.

Il rapporto di Invest-NL, Deep Dive Agrifood Biotech, stima che affrontare gli ostacoli che interessano le aziende olandesi di biotecnologie agroalimentari potrebbe sbloccare circa 17 miliardi di euro di ricavi annuali aggiuntivi entro il 2040. Senza miglioramenti coordinati in materia di regolamentazione, finanziamenti e commercializzazione, afferma il rapporto, gran parte di questa opportunità potrebbe essere conquistata dai concorrenti.

L’analisi si basa su interviste a più di 150 imprenditori, investitori, ricercatori e responsabili delle politiche, nonché su dati sugli investimenti relativi al periodo dal 2010 ad aprile 2026. Si concentra sul miglioramento genetico e sulla genetica delle sementi, sui fattori agricoli biologici e sugli ingredienti alimentari derivati dalle biotecnologie.

Sebbene i Paesi Bassi dispongano di istituti di ricerca all’avanguardia, selezionatori di sementi affermati e un ecosistema di produzione alimentare altamente sviluppato, la forza scientifica non si è tradotta costantemente in aziende globalmente competitive. I dati citati dell’Organizzazione olandese per la ricerca scientifica applicata mostrano che le aziende olandesi rappresentano il 3,3% delle startup BioTech nel mondo, ma appena l’1,3% delle scale-up.

Invest-NL individua tre principali debolezze: un numero troppo ridotto di tecnologie promettenti diventa un’attività scalabile, le procedure normative e di validazione ritardano l’ingresso sul mercato e finanziamenti insufficienti impediscono alle aziende di raggiungere la produzione industriale. In uno scenario favorevole, i ricavi annuali olandesi dell’agrifood BioTech potrebbero raggiungere circa 25 miliardi di euro entro il 2040, rispetto agli 8-9 miliardi di euro se le condizioni attuali dovessero proseguire.

Il rapporto non sostiene che i Paesi Bassi debbano produrre ogni prodotto a livello nazionale. Raccomanda invece di conservare conoscenze, proprietà intellettuale, aziende e competenze specialistiche strategicamente importanti, utilizzando quando opportuno le reti produttive europee.

La protezione biologica delle colture illustra la sfida normativa. L’approvazione di un nuovo prodotto biologico per la protezione delle colture in Europa può richiedere da otto a dieci anni, mentre i quadri normativi esistenti sono stati in gran parte concepiti per i prodotti chimici. Di conseguenza, alcune aziende olandesi scelgono di lanciare prima i propri prodotti in mercati come il Brasile e gli Stati Uniti, dove la commercializzazione può essere più rapida. Invest-NL avverte che l’Europa potrebbe perdere terreno in un mercato della protezione biologica delle colture destinato ad aumentare da sette a dieci volte entro il 2040.

Le biotecnologie alimentari affrontano ostacoli analoghi. L’approvazione di nuovi ingredienti può richiedere in Europa da uno a tre anni in più rispetto agli Stati Uniti, mentre la costruzione di un primo impianto di produzione commerciale può richiedere decine o centinaia di milioni di euro. Per gli ingredienti alimentari ottenuti mediante fermentazione, Invest-NL stima che condizioni favorevoli potrebbero generare circa 8 miliardi di euro di ricavi annuali olandesi entro il 2040, rispetto ai circa 2 miliardi di euro previsti dalle politiche esistenti.

Il rapporto chiede orientamenti normativi forniti in una fase più precoce, valutazioni più prevedibili e opportunità per validare i prodotti in contesti reali. Sottolinea inoltre che l’accelerazione delle approvazioni non dovrebbe compromettere la sicurezza.

I recenti round di finanziamento mostrano che le startup olandesi continuano a sviluppare tecnologie nei settori evidenziati da Invest-NL. VitalFluid, con sede a Eindhoven, ha raccolto 17,2 milioni di euro ad agosto per commercializzare la tecnologia dell’acqua attivata al plasma destinata ai coltivatori. Aardaia, con sede a Wageningen, ha ottenuto 5 milioni di euro a luglio per la sua piattaforma di miglioramento genetico delle colture basata sulla genomica, mentre Gravity Gardens, con sede a Nimega, ha raccolto 2,6 milioni di euro a settembre per ampliare la tecnologia di attivazione delle sementi priva di sostanze chimiche.

Anche le aziende olandesi di biotecnologie alimentari hanno attirato investimenti. A giugno Vivici ha ricevuto 12,5 milioni di euro dal sostegno del Consiglio europeo per l’innovazione per ampliare la fornitura e la portata commerciale delle proteine lattiero-casearie ottenute mediante fermentazione di precisione. Revyve, nel frattempo, ha raccolto quasi 24 milioni di euro in un round di serie B lo scorso anno per aumentare la produzione di ingredienti a base di lievito progettati per sostituire le uova nella produzione alimentare.

La concorrenza si sta sviluppando in tutta Europa. La francese Agriodor ha raccolto 15 milioni di euro per la gestione naturale dei parassiti basata sui profumi, mentre la danese Mycoverse ha ottenuto 2,4 milioni di euro per alternative fungine ai pesticidi chimici. Nel settore degli ingredienti alimentari, le startup francesi di fermentazione di precisione Verley e Standing Ovation hanno raccolto rispettivamente 32 milioni di euro e 30 milioni di euro nel 2026. La società belga MAASH ha ottenuto un pacchetto di finanziamento da 12,15 milioni di euro per sostenere la produzione di micoproteine su scala industriale.

Questi sviluppi non dimostrano che i Paesi Bassi abbiano già perso la propria posizione, ma mostrano che aziende europee concorrenti stanno attirando capitali, costruendo capacità produttiva e perseguendo opportunità negli stessi mercati identificati come strategicamente importanti per le biotecnologie agroalimentari olandesi.

Per colmare il divario, Invest-NL propone una capacità indicativa di finanziamento pubblico compresa tra 650 milioni e 1,1 miliardi di euro tra il 2026 e il 2030. Il sostegno proposto coprirebbe la ricerca, i miglioramenti normativi, le infrastrutture e l’espansione industriale. I suoi obiettivi per il 2030 includono il raddoppio del numero di iniziative agrifood BioTech, la riduzione di tre volte del tempo necessario per arrivare sul mercato e la partecipazione alla creazione di cinque aziende globalmente competitive, capaci di raccogliere più di 100 milioni di euro ciascuna.

Fonti: EU-Startups.