Dieci anni dopo che Hillary Clinton esortò gli elettori a «Pokémon Go to the polls», la frase resta una presenza fissa online nel giorno delle elezioni. Quella che era nata come una battuta durante la sua campagna presidenziale del 2016 è diventata un meme ricorrente, usato sia per prendere in giro i Democratici sia per esprimere un senso condiviso di imbarazzo tra i liberali.

Clinton fece quell’osservazione a un comizio in Virginia, mentre parlava di posti di lavoro nei settori delle infrastrutture, della programmazione e dello sviluppo di app. «Non so chi abbia creato Pokémon Go, ma sto cercando di capire come convincerli a far sì che si vada a votare giocando a Pokémon Go», disse. Secondo Cesar Ruiz de Castilla, membro del comitato di circoscrizione di Philadelphia, che ha parlato con TechCrunch, il commento attirò rapidamente l’attenzione online perché suonava goffo e fuori dal mondo.

La longevità del meme riflette anche quanto la vita politica sia diventata intrecciata alla cultura online. Dal 2016, le campagne hanno assunto responsabili dei meme, la Casa Bianca ha invitato creator e podcaster ai briefing stampa e Donald Trump ha usato i social media come elemento di spicco della propria presenza politica. Organizer Memes, un’influencer che insegna agli attivisti della Generazione Z a raggiungere i propri coetanei online, ha descritto la frase come un relitto di un’epoca politica più ottimista e di un periodo in cui un numero minore di piattaforme condivideva contenuti tra loro.

Per alcuni giovani, il 2016 ha assunto un significato nostalgico: rappresenta un’epoca precedente alla diffusione dei contenuti online generati dall’IA e dei feed basati sugli algoritmi. All’inizio dell’anno, le foto d’epoca del 2016 si sono diffuse ampiamente su Instagram. Spotify ha inoltre registrato un aumento del 790% nelle playlist create dagli utenti con «2016» nel titolo durante le prime tre settimane dell’anno.

La frase è sopravvissuta ad altri riferimenti culturali di quel periodo, tra cui la fascinazione di Internet per Harambe, il gorilla, ha raccontato Organizer Memes a TechCrunch. Il suo ritorno puntuale nel giorno delle elezioni può aiutare a spiegare il motivo: la battuta può assumere significati diversi per pubblici diversi, pur restando riconoscibile al di là delle divisioni politiche.

Il meme ha anche un lato più serio. Può incoraggiare le persone a trovare il tempo per votare, riconoscendo al contempo la frustrazione nei confronti di politici che possono sembrare distanti dalla vita online dei giovani elettori. La sua ironia lascia spazio al cinismo, ma il messaggio di fondo resta un invito diretto agli amici: andate a votare.

Fonti: TechCrunch.