L’Italia si sta preparando a partecipare alla quinta missione privata di Axiom Space verso la Stazione Spaziale Internazionale, potenzialmente con l’astronauta italiano Walter Villadei. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che la proposta sarà discussa nella prossima riunione del Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale. Axiom 5 dovrebbe iniziare nel gennaio 2027 ed è stata assegnata dalla NASA ad Axiom Space.
Tajani ha affermato che l’Italia dovrebbe puntare ad assumere il comando della missione e coinvolgere la propria comunità scientifica e le regioni. Ha descritto il progetto come un’opportunità strategica per il sistema industriale e della ricerca del Paese, ribadendo al contempo che gli Stati Uniti sono il principale partner dell’Italia nello spazio. Ha inoltre sottolineato la partecipazione dell’Italia al programma Artemis e i suoi piani per sviluppare ulteriormente la cooperazione scientifica e industriale con diversi partner internazionali.
Le dichiarazioni sono state rese alla Farnesina durante la terza edizione degli Stati generali dell’economia spaziale. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha affermato che lo spazio non dovrebbe diventare una “terra di nessuno” priva di regole, mentre le discussioni si sono concentrate sulla regolamentazione, sulla competitività industriale e sulla cooperazione internazionale. L’Italia ospiterà inoltre la conferenza ministeriale intermedia dell’Agenzia Spaziale Europea il 15 dicembre.
Tajani ha descritto il settore aerospaziale come uno dei punti di forza dell’industria italiana. Ha dichiarato che la filiera industriale più ampia del settore genera oltre 21 miliardi di euro di ricavi, con le piccole e medie imprese che rappresentano più dell’80% della base industriale. L’Italia dispone di 15 distretti aerospaziali, mentre la sola filiera del Lazio comprende 360 aziende, 23.500 dipendenti e 5 miliardi di euro di ricavi, secondo i dati citati durante l’evento.
I dati del National Aerospace Technology Cluster e di Confindustria fissano a 3,1 miliardi di euro i ricavi della filiera spaziale italiana nel 2024, in aumento del 63% rispetto al 2021. Nello stesso periodo, l’occupazione è cresciuta da circa 5.900 a 8.900 addetti. Il settore mappato comprende 38 grandi aziende, 220 piccole e medie imprese, 18 startup, 38 enti di ricerca e 24 università distribuiti in 15 distretti industriali. La ricerca e sviluppo rappresenta il 5% dei ricavi del settore.
Una stima più ampia dell’Istituto nazionale di statistica italiano e dell’Agenzia spaziale italiana colloca l’economia spaziale del Paese intorno agli 8 miliardi di euro di produzione, con 2 miliardi di euro di valore aggiunto e oltre 23.000 dipendenti. Il settore comprende competenze nei satelliti, nei lanciatori, nelle telecomunicazioni e nell’osservazione della Terra.
Giorgio Marsiaj, vicepresidente di Confindustria per l’aerospazio, ha affermato che la diplomazia spaziale potrebbe aiutare le aziende italiane ad accedere a nuovi mercati e alle filiere internazionali. Ha annunciato una missione imprenditoriale negli Stati Uniti dal 6 al 15 dicembre, organizzata insieme all’Agenzia ICE e coordinata con l’Ambasciata italiana a Washington. La delegazione visiterà gli ecosistemi industriali di Washington e Maryland, Arizona, Indiana e Carolina del Nord.
Marsiaj ha affermato che l’industria ha bisogno di un coordinamento stabile tra istituzioni e imprese, di approvvigionamenti sicuri e di norme nazionali ed europee chiare che sostengano la cooperazione e la competitività.
Fonti: Il Sole 24 Ore Italia.