Un costo di gestione di 2 € per le spedizioni provenienti da paesi esterni all’Unione europea è entrato in vigore il 1° novembre ai sensi del Regolamento UE 2026/2108. L’addebito si applica indipendentemente dal valore delle merci ed è destinato a contribuire alla copertura dell’aumento dei costi dei controlli doganali, in attesa dell’uso obbligatorio del Data Hub doganale europeo dal 1° luglio 2028.

Il costo si aggiunge a un dazio temporaneo di 3 € introdotto il 1° luglio 2026 per le spedizioni di vendite a distanza importate con un valore intrinseco totale non superiore a 150 €. La misura ha fatto seguito alla fine dell’esenzione de minimis per le merci di basso valore. Il costo di 3 € si applica a ciascun tipo di articolo identificato secondo una classificazione doganale distinta, anche quando i prodotti vengono spediti insieme.

Per esempio, un pacco contenente una camicia di cotone e un maglione di lana acquistati da una piattaforma non UE per meno di 150 € sarebbe soggetto a 6 € di dazi, perché i prodotti appartengono a categorie doganali diverse. Aggiungendo il costo di gestione di 2 €, l’addebito aggiuntivo raggiunge 8 € prima dell’IVA, ovvero 12,20 € IVA inclusa. Secondo la fonte, ciò rappresenta 10 € di costi aggiuntivi rispetto all’acquisto degli stessi prodotti un anno prima, prima dell’applicazione dell’IVA.

Le misure mirano a frenare la rapida crescita delle importazioni di basso valore. I dati della Commissione europea citati nel rapporto mostrano che il numero di pacchi di basso valore sdoganati nell’UE è aumentato da 1,4 miliardi nel 2022 a 5,8 miliardi nel 2025. Le spedizioni dalla Cina rappresentavano il 93% del totale.

L’Italia ha già registrato un calo delle importazioni di basso valore. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha riferito che le dichiarazioni di importazione per i pacchi provenienti da paesi extra UE di valore inferiore a 150 € sono diminuite del 31% tra gennaio e settembre 2026. Nei mesi di luglio e agosto, le importazioni a basso costo sono state inferiori del 39% rispetto al precedente bimestre, mentre le entrate derivanti dal nuovo dazio europeo hanno raggiunto 83 milioni di euro.

Roberto Alesse, direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha affermato che il costo di gestione potrebbe incidere ulteriormente sulle spedizioni di valore molto basso, rendendo meno conveniente suddividere gli acquisti in più pacchi.

Anche i dati del settore indicano una riduzione dei flussi. Lucia Padoan, vicepresidente di Anama, ha dichiarato che nel febbraio 2026 le spedizioni e-commerce rappresentavano il 12% delle spedizioni provenienti da paesi esterni all’UE attraverso Milano Malpensa, rispetto al 29% del febbraio 2025. La quota è scesa all’11% a luglio. Ha osservato che i dati non sono suddivisi in base al valore dei prodotti, ma ha suggerito che le spedizioni di valore inferiore potrebbero essere particolarmente colpite dal nuovo costo.

DHL Express ha segnalato una contrazione iniziale e lieve dei piccoli pacchi provenienti da paesi esterni all’UE dopo il 1° luglio. Nazzarena Franco, presidente e amministratrice delegata di DHL Express Italy, ha affermato che è troppo presto per valutare l’impatto a lungo termine, suggerendo che i modelli logistici e distributivi potrebbero evolversi gradualmente, con una maggiore presenza di infrastrutture in Europa e cambiamenti nel modo in cui le spedizioni vengono organizzate lungo la catena di approvvigionamento.

Fonti: Il Sole 24 Ore Italia.