Le autorità per la cybersecurity stanno attualmente esaminando attentamente un video rilasciato dal collettivo di hacker affiliato alla Russia NoName05716 e Z-Peintest, che rivendica la responsabilità dei recenti attacchi informatici mirati ai frigoriferi dei supermercati in tutta Europa. Il filmato è stato intercettato dalla Polizia Postale ed è sottoposto a un'analisi dettagliata, tuttavia il suo arrivo oltre tre settimane dopo i primi incidenti è diventato un punto centrale dell'indagine. Gli investigatori stanno esaminando la tempistica, i canali di comunicazione utilizzati e l'affidabilità complessiva della rivendicazione, considerando possibilità come un'operazione di falsa bandiera, un video esca o un'origine completamente diversa.

L'offensiva si è manifestata inizialmente il 12 ottobre in Francia prima di espandersi in Italia, Paesi Bassi, Belgio, Svezia, Finlandia, Irlanda, Portogallo, Lussemburgo ed Estonia. Gli attacchi hanno presumibilmente preso di mira Danfoss, un gruppo danese che fornisce infrastrutture digitali per i sistemi di refrigerazione. Sfruttando chiavi di accesso rubate dall'azienda, gli attaccanti avrebbero infiltrato sistemi frigoriferi non aggiornati senza violare direttamente le reti delle catene di vendita al dettaglio. Questa intrusione ha permesso loro di alterare i parametri di temperatura fino a 50 gradi Celsius, causando il deterioramento del cibo, sprechi significativi e danni economici che sono ancora in fase di quantificazione.

Nonostante la firma digitale accompagnasse il video, gli investigatori avvertono che tale evidenza non costituisce una prova definitiva nel dominio informatico. Un'attenzione particolare è stata rivolta alla fase iniziale della sequenza in Francia, con le autorità che considerano che questi attacchi specifici possano avere una matrice diversa rispetto agli episodi successivi in altre nazioni. Questa incertezza riguardo a un'operazione europea unificata impedisce agli investigatori di chiudere il caso basandosi esclusivamente sulla rivendicazione attuale, lasciando aperta la possibilità di una motivazione sponsorizzata dallo stato per gli incidenti francesi.

Fonti: Il Sole 24 Ore Italia.