Secondo IQAir, nel 2025 Loni, una città ai margini nord-orientali di Delhi, ha registrato la concentrazione media di PM2.5 più elevata al mondo. La media annuale è stata di 112,5 microgrammi per metro cubo (µg/m³), circa il 23% in più rispetto all’anno precedente e 22 volte superiore al valore guida annuale di 5 µg/m³ raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità.
IQAir ha valutato i dati di oltre 9.400 città in 143 paesi, basandosi sulle misurazioni di più di 40.000 stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria. Le classifiche riguardano il PM2.5, particelle fini con un diametro inferiore a 2,5 micrometri, che possono penetrare in profondità nell’apparato respiratorio ed entrare nel flusso sanguigno. Il rapporto avverte che i valori provengono da specifici punti di monitoraggio e quindi non offrono un quadro completo dell’inquinamento in un’intera città o regione. Inoltre, non tengono conto di altri tipi di inquinamento atmosferico.
Le cinque città con i livelli annuali di PM2.5 più elevati tra quelli rilevati erano Loni, India (112,5 µg/m³); Hotan, Cina (109,6); Byrnihat, India (101,1); Delhi, India (99,6); e Faisalabad, Pakistan (98,8).
Loni è descritta come un centro di pendolarismo e di produzione manifatturiera a basso salario, con piccole imprese che producono tessuti, articoli in pelle, plastica, imballaggi e componenti per automobili. Tra i fattori che contribuiscono al problema, i media locali citati nell’articolo indicano la combustione di rifiuti elettronici per recuperare metalli, i roghi di rifiuti all’aperto, l’uso illegale del carbone, i generatori diesel e la polvere proveniente da strade non asfaltate e cantieri.
A Byrnihat, una città industriale nello stato indiano nord-orientale del Meghalaya, un istituto nazionale di ricerca ambientale indica l’industria e la polvere stradale come fonti principali dell’inquinamento da particelle fini. Secondo il rapporto, anche la posizione della città tra le colline rende più difficile la circolazione dell’aria. Faisalabad, invece, è un importante centro tessile; tra i settori industriali locali figurano anche la produzione di sostanze chimiche, fertilizzanti e carta, nonché la trasformazione alimentare.
In Europa, secondo le rilevazioni di IQAir, il livello di PM2.5 più elevato è stato registrato nella città turca di Iğdır, con 64,4 µg/m³. Le autorità indicano che la sua posizione in una conca a bassa quota vicino al monte Ararat e il clima secco della zona penalizzano la qualità dell’aria. Nell’Unione europea, il valore più elevato rilevato è stato quello di Slavonski Brod, in Croazia, con 27,2 µg/m³. Le autorità locali indicano il riscaldamento domestico con combustibili solidi come il legno quale fonte importante, insieme al traffico e all’industria.
Fonti: Handelsblatt.