Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha criticato l’uso della tecnologia di sorveglianza da parte del proprietario del Madison Square Garden, affermando che questa tecnologia non dovrebbe essere consentita. In un’intervista rilasciata martedì a Wired, Mamdani ha descritto gli strumenti di sorveglianza come «indicativi di molte delle cose che oggi non vanno nel nostro Paese».
Mamdani ha richiamato l’attenzione su due proposte di legge presentate da Shahana Hanif, membro del Consiglio comunale, che mirano a vietare la raccolta di dati biometrici, anche tramite riconoscimento facciale, nei luoghi pubblici della città. Ha definito le proposte un’importante risposta al problema.
Le dichiarazioni seguono le inchieste di Wired sulle pratiche di sorveglianza nei locali di proprietà di James Dolan. Secondo una delle inchieste, l’azienda tiene un database che classifica alcuni visitatori, tra cui artisti famosi, come «LGBTQIA», senza fornire una spiegazione chiara di tale classificazione. Dolan ha fatto causa a Wired per i suoi articoli.
Nel 2021, a una donna è stato vietato l’ingresso al Radio City dopo che il riconoscimento facciale l’aveva identificata come avvocata di uno studio legale che stava facendo causa all’azienda di Dolan, sebbene lei non fosse coinvolta nel caso. Mikyl Cordova, portavoce del Madison Square Garden, ha dichiarato a TechCrunch che l’inchiesta di Wired era inesatta e falsa e ha affermato che MSG stava ricorrendo a rimedi legali, senza però fornire prove a sostegno dell’affermazione.
Dal 2021, la città di New York impone alle aziende di dichiarare quando raccolgono dati biometrici dei visitatori.
Fonti: TechCrunch.