I prezzi del petrolio sono crollati lunedì mentre gli investitori reagivano alle rinnovate speranze di una svolta nei colloqui mirati a porre fine alla guerra tra l’Iran e gli Stati Uniti. Il Brent, il parametro di riferimento internazionale, è sceso di oltre il 6,5%, a 105,55 dollari al barile, il livello più basso dal 16 ottobre.

Il calo è seguito alla conferma da parte di Teheran che i contatti con Washington proseguivano attraverso mediatori. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che le consultazioni erano “molto intense” e che l’Iran aveva presentato le proprie condizioni e proposte, mentre l’esito dipendeva dalla valutazione politica di Washington, secondo l’agenzia di stampa statale IRNA.

Anche funzionari qatarioti hanno cercato nel fine settimana di negoziare il rilascio di oltre 6 miliardi di dollari di beni iraniani. La proposta era collegata alla possibilità che Teheran consentisse la riapertura dello Stretto di Hormuz.

La reazione del mercato è stata in contrasto con i commenti fatti domenica da Donald Trump durante un comizio elettorale in Iowa. Trump ha avvertito che l’Iran avrebbe ricevuto “il martello” se non fossero stati compiuti progressi, affermando al contempo di voler evitare ulteriori perdite di vite umane.

Lunedì gli investitori sono stati incoraggiati dalle notizie secondo cui la guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, aveva conferito al governo i poteri necessari nei negoziati con gli Stati Uniti. Chris Beauchamp, capo analista di mercato presso IG, ha affermato che lo sviluppo era altamente positivo per i mercati azionari, anche se ha avvertito che i colloqui potrebbero ancora incontrare difficoltà dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

Il calo dei prezzi del petrolio ha alimentato le speranze che la pressione dell’inflazione globale possa attenuarsi. Anche i costi di finanziamento del governo britannico sono diminuiti, con il rendimento dei titoli di Stato decennali in calo di 10 punti base, al livello più basso dal 22 settembre.

Le azioni delle compagnie aeree sono salite con l’allentamento dei costi del carburante. Le azioni di IAG, la società madre di British Airways, sono aumentate del 4,2% a Londra, mentre United Airlines ha guadagnato il 7% a New York.

Fonti: The Guardian Business.