Nel mese di ottobre, il settore italiano dei trasporti e della logistica ha dovuto affrontare un’ondata prolungata di attacchi DDoS, con disservizi segnalati su piattaforme pubbliche e aziende. Gli attacchi, attribuiti al gruppo filorusso NoName, sono durati oltre due settimane e hanno reso alcuni sistemi indisponibili per ore o, in determinati casi, per giorni. L’entità complessiva dei danni economici resta incerta.
La campagna è iniziata il 7 ottobre, quando gli aggressori hanno preso di mira il Polo dei contratti pubblici, una piattaforma collegata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Secondo il ministero, il servizio, gestito in base a un accordo con Itaca e ospitato sui server del Polo Strategico Nazionale, è stato ripristinato lo stesso giorno. NoName è stato collegato anche a un attacco al Ministero degli Esteri il giorno seguente.
Gli attacchi DDoS sovraccaricano i sistemi con grandi volumi di traffico artificiale, rendendoli difficili o impossibili da raggiungere. In questa campagna, gli effetti segnalati sono andati oltre le interruzioni dei siti web: alcune aziende hanno subito ritardi negli ordini, interruzioni delle comunicazioni e il blocco delle spedizioni.
Tra i bersagli figuravano Azimut Benetti Group, Neri Group, l’associazione logistica Confetra, Alis e l’operatore di container Lorenzini & C. Alcuni attacchi sono stati rivendicati su Telegram, mentre gli specialisti dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale italiana hanno monitorato l’ondata. Diverse organizzazioni colpite rientrano nell’ambito delle norme UE sulla cybersicurezza NIS2. Alcuni sistemi sono tornati pienamente operativi entro 24 o 48 ore, mentre in altri casi i disservizi sono durati più a lungo.
La campagna ha coinciso anche con attacchi contro istituzioni governative italiane. Il 20 ottobre è stato preso di mira il sito web del Ministero della Difesa. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha descritto la situazione come una guerra ibrida, riferendosi indirettamente alla Russia.
Fonti: Il Sole 24 Ore Italia.