Il 30 ottobre 2016, la regione della Valnerina ha sperimentato una rinnovata attività sismica solo pochi giorni dopo le scosse iniziali del 26 ottobre. Il terremoto, che ha registrato una magnitudo di 6.5, ha colpito i comuni situati al confine tra Umbria e Marche, inclusi Norcia, Preci e Castelsantangelo sul Nera. Sebbene le scosse abbiano causato il crollo di edifici, l'evento non ha provocato decessi o feriti, un fatto che si distingue insieme al terremoto del 26 ottobre.
L'emergenza ha innescato una risposta immediata da parte delle forze dell'ordine e di varie organizzazioni di volontariato. Tra queste vi era l'ANPAS (Associazione nazionale pubbliche assistenze), un gruppo italiano leader attivo nella protezione civile, nel soccorso sanitario e nei servizi socio-assistenziali. L'organizzazione era già presente sul terreno quando si è verificata la scossa principale; a seguito delle prime scosse del 27 ottobre, avevano allestito un campo mense all'interno di una palestra fuori dalle mura di Norcia. Man mano che la situazione peggiorava con il sciame sismico del 30 ottobre, la domanda di pasti è aumentata significativamente.
Alessandro Benini, Responsabile Nazionale della Protezione dell'ANPAS, ha ricordato che durante circa cento giorni di attività, il gruppo ha distribuito quasi 50.000 pasti. Queste provviste erano destinate non solo alla popolazione locale, ma anche a una grande parte della forza lavoro attiva nella zona. Per gestire l'emergenza, circa 580 volontari sono arrivati da tutta Italia, mantenendo una copertura media di 30 volontari a settimana.
Benini ha sottolineato la dedizione del team come uno degli aspetti più commoventi dell'operazione. Ha notato che tutti si sono impegnati pienamente nella risoluzione dei problemi, senza alcun caso in cui qualcuno abbia rinunciato. I volontari hanno dormito nelle tende anche quando le temperature sono scese sotto i 12 gradi Celsius sotto zero. Quando le condizioni di gelo impedivano al gas o all'acqua di scorrere dai rubinetti la mattina, i volontari rimanevano e risolvevano i problemi da soli. Benini ha dichiarato che in diverse occasioni è stato quasi commosso alle lacrime dalla loro resilienza e dedizione.
Fonti: Il Sole 24 Ore Italia.